In Mongolia. Viaggio in un paese nella bufera della modernità

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Dopo due viaggi in Mongolia a distanza di dieci anni, l’autore constata il rapido e drastico cambiamento cui il paese sta andando incontro a seguito della scoperta di vasti giacimenti minerari di materiali strategici e le non meno devastanti conseguenze dei mutamenti climatici per quelle popolazioni di pastori nomadi, un tempo anche guerrieri, che da sempre hanno caratterizzato l’identità del paese. Per l’autore lo stimolo al viaggio, in luoghi selvaggi e incontaminati, è costituito da due motivi: la pesca a mosca a pesci selvatici in mezzo ad aquile e mandrie erratiche di yak e cavalli e la scoperta che nel vicino comune di Magione sul Trasimeno un frate francescano, Giovanni di Pian di Carpine, già nel 1245, molto prima dei fratelli Polo, per commissione del papa Innocenzo IV si recò da Lione a Karacorum, compiendo a piedi e a cavallo quasi ventimila chilometri in due anni e mezzo, facendosi latore di doni e lettere sia del papa che del Gran Kan. L’autore, insieme ad altri due compagni di viaggio, ne ripercorre in parte le tracce attraversando boscaglie e altopiani, discendendo fiumi remoti pescando trote e temoli artici per alimentarsi, contattando da vicino la vita quotidiana dei nomadi nelle loro tende di feltro bianco e le loro mandrie eternamente in movimento.
Alvaro Masseini, In Mongolia.
Viaggio in un paese nella bufera della modernità,
Edizioni Pescare Viaggiando 2013, 200 pp.